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Portello at Goodwood in English and Italian

by Roberto on July 11, 2012

Marco Cajani takes the F1 Alfa out at Goodwood. Photo by Hugues Vanhoolandt.

By Roberto Motta
Photos by Roberto Motta, “Alfa Romeo Historic Motoring, Documentation Center (Arese, Milan)” Archive and Scuderia del Portello

Every year the “Festival of Speed at Goodwood” blends the charm of historic cars with the latest generation of prototypes; the charisma of the old, with cars such as the featured Alfa Romeo 183T F1 car, with the latest high tech wonders. Thousands of spectators attended the exhibition of vintage and racing cars of all categories, from F1 to the prototypes of new models introduced by the most prestigious brands in the global car industry, including Jaguar, Aston Martin, Bentley, Ferrari and Land Rover.

 Sebastian Vettel with Marco Cajani

Sebastian Vettel with Marco Cajani, President of Scuderia de Portello.

On hand to handle the cars were some of the current crop of F1 drivers such as Sebastian Vettel, Mark Webber (Red Bull), Nico Rosberg (Mercedes), Jenson Button (McLaren), and Marc Gene (Ferrari); and Emerson Fittipaldi, Alain Prost, and Jacky Ickx from the old guard.

Alfa Romeo was present at the event with a number of historic cars from the Museum in Arese such as the Giulietta Quadrifoglio Verde, fresh from recent celebrations for the 50th year of the Giulia held at Balocco.

This year, Alfa Romeo’s jewels also included the Formula 1 “Type 183T” turbocharged V8 which took part in the 1984 and 1985 F1 seasons with drivers Ricardo Patrese and Eddie Cheever. At the Goodwood Festival, the 183T was driven by Scuderia del Portello President Marco Cajani and it was displayed alongside the Ferrari F1, Red Bull, Mercedes, McLaren, Lotus and Renault.

A little on the Turbotto

The engine of the Alfa Romeo “type 183T” driven by Marco at Goodwood is the only Alfa Romeo V8 engine that took part in the F1 World Championship.

Called “Type 890T” (8 cylinders – V 90 – Turbo), this engine was born in 1980 when Autodelta engineers, led by Engineer Carlo Chiti, decided to design and construct a new engine for the alternate 1500cc supercharged F1 formula.

Alfa-Romeo-182T-Mauro-Baldi

Alfa-Romeo-182T driven here by Mauro-Baldi.

Presented at the GP d’Italia the same year, it was not developed until 1982, when it debuted at Monza. Even then, the turbocharged engine mounted on the “182T”chassis was used only in testing. During the race, it was decided to use the more reliable 3-liter naturally- aspirated engine “Type 1260″.

Featuring bore and stroke dimensions of 74 mm and 43.5 mm (1,497 cc), the “Type 890T” was a gear-driven DOHC with four valves per cylinder. The crank-shaft was made from nitrided forged steel and rotated on five main bearings. The connecting rods were a titanium alloy.

The Alfa V8 as mounted in an Osella.

In early tests the engine, equipped with two turbochargers, was fed with a battery of Weber carburetors and delivered 585 horsepower at 11,200 rpm with max torque of 39 kgm at 10,000 rpm. In subsequent developments, the carburetors were replaced by Spica mechanical injection.

With the arrival of Alfa Romeo Engineer Tonti, the “Type 890T” was significantly modified by the use of Nikasil treated bores, new cylinder heads with a different chamber design and larger valves, new pistons, a new sump in magnesium and carbon fiber valve covers. The mechanical fuel injection was replaced with electronic injection characterized by an adjustment to three parameters: engine speed, position of the throttle valve and boost pressure.

With the turbo pressure of the order of 2 atmospheres and a compression ratio equal to 7:1, the new engine delivered 600 horsepower at 10,500 rpm and developed a torque of 45 kgm at 9000 rpm. With a boost in pressure to 2.3 atmospheres and the engine speed increased to 11,500 rpm, it was capable of providing a power of 650-700 hp.

Cajani putting the Turbo V8 to work at Goodwood. Photo F1 Fanatic.

Among the other changes made in the course of its development was the adoption of water injection, followed by power control with integrated fully electronic injection.

The turbo V8 was used by Alfa Romeo in Formula 1 up to 1985 and later used by other teams until the end of 1988, the last year in which turbochargers were permitted.


In Italian

La Scuderia del Portello porta in pista il “Turbotto” al Goodwood “ Festival of Speed”

By Roberto Motta
Photos by: Roberto Motta, “Alfa Romeo Automobilismo Storico, Centro Documentazione (Arese, Milano)” and Archivio Scuderia del Portello

Scuderia del Portello e Alfa Romeo tra le protagoniste al “Festival of Speed di Goodwood”, nell’incantevole cornice della tenuta di Lord March.

Come ogni anno il “Festival of Speed di Goodwood” ha saputo amalgamare il fascino delle vetture storiche con quello dei prototipi di ultima generazione, il carisma dei vecchi campioni con quello dei nuovi.

Oltre 130mila spettatori hanno assistito alle esibizioni di vetture storiche e auto da competizione di ogni categoria, dalle F1 ai prototipi di nuovi modelli presentati dai più prestigiosi marchi del panorama automobilistico mondiale tra cui Jaguar, Aston Martin, Bentley, Land Rover e Ferrari.

Tra i piloti presenti Sebastian Wettel (campione del mondo F1 con la Red Bull), Mark Webber, Nico Rosberg (Mercedes), Jenson Button (McLaren), Marc Gène (Ferrari), Emerson Fittipaldi, Alain Prost, e Jacky Ickx.

Tra i marchi italiani protagonisti della manifestazione l’Alfa Romeo presente con numerose auto storiche provenienti dal Museo di Arese e con la Giulietta Quadrifoglio Verde, reduce dai recenti festeggiamenti per il 50° della Giulia tenutesi al Balocco.

Come ogni anno, la scuderia del Portello ha tenuto alto il blasone dell’Alfa Romeo schierando una piccola serie dei suoi gioielli tra cui l’Alfa Romeo “Tipo 183T” spinta dal propulsore V8 turbo, che ha preso parte ai Campionati Mondiali dell’’84 e ‘85 con Patrese e Cheever.

La mitica 183T è stata condotta in pista dal Presidente Marco Cajani ed è stata schierata a fianco delle F1 Ferrari, Red Bull, Mercedes, McLaren, Lotus e Renault.

Nello stesso weekend la Scuderia del Portello ha preso parte alla “Modena 100 ore Classic” con l’Alfa Romeo Giuletta Sprint Veloce del ’60 che ha corso alla Carrera Panamericana del 2002. La Giulietta è stata portata in gara dall’equipaggio Ferretti Francesco e Orlandini Luigi.
Il Turbotto

Il propulsore dell’Alfa Romeo “Tipo 183T” condotta a Goodwood da Marco Cajani è storicamente l’unico V 8 turbocompresso che abbia preso parte al Campionato Mondiale riservato alle vetture della F1.

Denominato “Tipo 890T” (8 cilindri – V di 90° – Turbo), questo propulsore nasce nell’80 quando i tecnici Autodelta, capitanati dall’eclettico Ingegner Carlo Chiti, danno il via alla progettazione e costruzione di un nuovo motore destinato alla F1.

Presentato staticamente al GP d’ltalia dello stesso anno, nel corso delle prove della gara di Imola entra nel pieno del suo sviluppo solamente nell’82, anno in cui debutta sul circuito brianzolo di Monza. Il propulsore montato sulla “182T” fu utilizzato solo in prova mentre in gara, gli fu preferito il più affidabile propulsore aspirato  “Tipo 1260″ da 3 litri.

Caratterizzato da dimensioni di alesaggio e corsa di 74 mm e 43,5 mm (1.497 cc), “il Tipo 890T” sfrutta un distribuzione del tipo a quattro valvole per cilindro, con valvole mosse direttamente dai doppi alberi a camme in testa, che ricevono il moto dall’albero motore tramite una cascata di ingranaggi.

Il manovellismo sfrutta un albero-motore di acciaio forgiato nitrurato che ruota su cinque supporti di banco, e bielle in lega di titanio.

Nei primi test il propulsore, sovralimentato da due turbine e alimentato con una batteria di carburatori Weber, eroga 585 CV a 11.200 giri e sviluppa una coppia di 39 kgm a 10.000 giri. Nel successivo sviluppo, i carburatori sono sostituiti da un sistema di iniezione Spica, con distributore meccanico.

Con l’arrivo in Alfa Romeo dell’Ing.Tonti, pur mantenendo le caratteristiche strutturali di base, il “Tipo 890T” viene profondamente modificato con la sostituzione del blocco cilindri con canne integrali trattate in Nikasil, nuove testate con diverso disegno della camera di scoppio e valvole maggiorate, nuovi pistoni, nuovo sottocoppa in magnesio e coperchi valvole in fibra di carbonio. Un ulteriore passo dello sviluppo è l’adozione di un’iniezione elettronica caratterizzata da una regolazione a tre parametri: regime di rotazione, posizione della valvola a farfalla e pressione di sovralimentazione.

Negli allestimenti da gara, con pressioni del turbo dell’ordine delle 2 atmosfere, e un rapporto di compressione pari a 7:1, eroga 600 cavalli a 10500 giri e sviluppa una coppia di 45 kgm a 9000 giri. Con un’inalzamento della pressione di sovralimentazione fino a 2,3 atmosfere e del regime di rotazione fino a 11500 giri, il propulsore è in grado di erogare una potenza di 650-700 cv .

Tra le altre modifiche apportate nello corso del suo sviluppo segnaliamo nell’’84, l’adozione del sistema di alimentazione dotato di nebulizzatori per l’iniezione d’acqua, cui segue il controllo dell’alimentazione con un’iniezione integrata interamente elettronica.

Il V8 turbo viene utilizzato dall’Alfa Romeo dal campionato di Formula 1 fino all’’85, e successivamente impiegato da altre scuderie fino al fine dell’ ‘88, ultimo anno in cui è possibile utilizzare i propulsori turbo in gara.

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